[failink_M5S] :: Soldi, false restituzioni, intrallazzi

Uno dei mantra principali del Guru-movimento è la questione ‘scontrini’: soldi percepiti, soldi da restituire, stipendi auto-ridotti e via intrallazzando. Gli “altri” (entità nemica la cui caratteristica è aver fatto qualcosa di male per 20 anni) sappiamo bene che mangiano tutto il mangiabile e anche più. Saranno diversi quelli che si propongono come gli unici “puliti”? Vediamo…

  1. Parma: 93mila euro di consulenze – il Comune spende 93000 euro in consulenze di dubbia utilità, ma il grillico consiglio non si è accorto di nulla; ‘a mia insaputa’, un mantra imparato dalla tanto odiata “vecchia casta”.
  2. Chiedono soldi per l’affitto – come la Chiesa ad altre organizzazioni da loro (a parole) osteggiate, fanno fruttare a scopo di lucro quello che non dovrebbe avere mai tale funzione. Ma ricordate: “anche gli altri”…
  3. 11mila euro/mese – conti alla mano, i parlamentari grillini tanto percepiranno, perchè il Guru si è “dimenticato” che sono proprio i vari rimborsi la voce maggioritaria nello “stipendio”. Potrebbe non essere così grave, se non fosse che loro continuano a gridare a dei fittizi 2500 euro.
  4. Ancora 11mila euro – un altro conteggio che conferma quanto detto; l’obiezione è “ma è di Libero”; ok, allora sarà facile smontare questa tesi. Silenzio…
  5. Restituzione con “intascamento” – i soldi li restituiscono ma, come un gioco di prestigio, tornano magicamente nelle loro tasche. Silvan a 5 stelle!
  6. Bluff della restituzione – ancora restituzioni false
  7. Soldi pubblici – si sono sgolati per far apparire i finanziamenti pubblici come un cancro; peccato poi vi ricorrano anche loro (di soppiatto).
  8. Società in Costarica: link 1; link 2 – speculazioni al limite del legale; consentite certo, ma da parte di chi si professa moralizzatore e fa le pulci sui guadagni degli altri. Obiezione “ma almeno non li prende da noi”; non saprei, i lavoratori sfruttati non sono forse persone?
  9. Si litigano lo stipendio – ancora gli 11mila euro; come previsto, fanno tanta gola
  10. “Rinunciano” ai rimborsi? Non gli spettano – quando si dice ‘rigirare la frittata’, ottima campagna trollica del Guru, che fa apparire un “gesto di sacrificio” quello che è semplicemente un regolamento (non deciso da lui, ovviamente)
  11. Ancora sugli 11mila euro – ancora due conti.. et voilà: non solo NON guadagnano meno della tanto odiata ‘ka$tah’, ma anzi, pure qualcosina in più
  12. MEME: altro che 2500 euro – un ‘meme’ per ricordarci la cosa
  13. Tra i 5 e i 10 milioni – tanto è il guadagno approssimabile (perchè i conti il buon Beppe mai li rilascerà, a proposito di trasparenza) del blog; sobrio vero?
  14. Propongono di aumentarsi lo stipendio – siccome i succitati 11mila euro non bastano, i grillini cercano di raccimolare qualcosina in più
  15. Torino: indagati per rimborsopoli – che bello, si sono adattati benissimo al nuovo ambiente; chi diceva che non hanno esperienza non aveva abbastanza fiducia nella loro capacità d’imparare fin da subito!
  16. Grillo pubblica un bilancio falso – uno dei primi articoli sul bilancio falso millantato da Grillo e che poi ha dato il via ad un’inchiesta
  17. Votano per vitalizio – quelli “contro la casta” all’opera; riducono gli stipendi? eliminano dei benefit? No, votano per un vitalizio (un altro) per i politici. Il caldo della poltroncina va preservato anche per il futuro!
  18. 2500 euro sono pochi – ma come mai non si fanno bastare i famosi 2500 euro? Sono pochi, poverini!
  19. Si accaparrano TUTTE le poltrone – democrazia Guru-grillica all’opera: tutto nostro, zitti e mosca.
  20. Report della Gabanelli sui finanziamenti – il video che ha sancito il “divorzio” con la Gabanelli, rea di non aver idolatrato il Guru e taciuto sui suoi intrallazzi.
  21. 5 milioni pubblici “spariti” nel Mo Vi Mento – quelli che aborrono i finanziamenti pubblici ne han fatto sparire uno da 5 milioni. Quanta coerenza…
  22. Si assegnano 21 milioni di euro – al Senato si vota per un emendamento che dà (ulteriori) 21 milioni di euro di mantenimento alla casta; cosa avranno votato i grillini anti-casta? favorevoli ovviamente, adesso la poltroncina ce l’hanno loro, cosa credi?!
  23. [File.PDF] irregolarità – file sull’inchiesta nelle irregolarità dei fondi gestiti dal Mo Vi Mento. Si attendeva una risposta, dei chiarimenti, da parte del Guru. Chissà perchè tutto tace…
  24. Finanziamenti pubblici da Di Pietro – come mai i Guru erano tanto amici con Di Pietro? Sicuramente i finanziamenti pubblici che “dirottava” al Mo Vi Mento era una buona ragione.
  25. Web-link ingannevoli – nulla di illecito ma, sempre a proposito di quello che “almeno i soldi non li ruba a noi”, fare dei link che ti “costringono” a clikkare su banner pubblicitari è un po’ come rubare
  26. 110mila euro/mese – tanto ci costano i grillini ac-castati per “esigenze abitative”. Ma loro non prendono soldi eh…
  27. Blog che vale milioni – date che ultimamente il mantra “quanto guadagni” è sempre più presente nella grullico-propaganda, vediamo un po’ quanto guadagna il Guru dal solo blog.
  28. Piras insegna umiltà – un filmato in cui il deputato Piras ne canta più d’una a chi si professa onesto, su soldi ed intrallazzi
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[failink_M5S] :: Privilegi e castismi

Sono quelli de ‘la ka$ta’ e dell”arrendetevi’. Volevano rottamare la Casta, ma mica per toglierla, che avevate capito: per formare la Casta 2.0!

  1. Tutto in famiglia: nella più antica tradizione “castica” italiana, c’è posto per tutti, fidanzati, fratelli, nonni, cugini e parenti d’ogni dove; olè!
  2. Parenti-serpenti: parenti, ex-PDLini e ogni altro riciclaggio a Como.
  3. Mira, eletti M5S contro i tagli alla politica: parlano delgi stipendi “degli altri”, ma quando ‘gli altri’ diventano loro, guai a toccargli un centesimo!
  4. Grillino usa l’auto ‘blu’: ma il bello è che si giustifica dicendo che non è blu, è di servizio… XD
  5. Venturino, soldi per rimborso benzina e nemmeno ha la macchina: ad oggi Venturino è espulso dal Mo Vi Mento, ma è stato un ottimo esempio dell’opportunismo inevitabile nel mucchio del qualunquismo. Lui è stato beccato e messo sotto i riflettori, quindi espulso; quanti ce ne saranno in realtà, lasciati stare solo perchè fedeli al Guru?
  6. Parentopoli: ancora un po’ di aprenti da sistemare; tengo famiglia 😉
  7. Parentopoli 5 stelle: una vera e propria organizzazione famigliare, nella tradizione italica più pura e “castica”.
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L’informazione errata è rappresaglia

Passando diverso tempo sul web, avendo questo come fonte prediletta per l’informazione, la crew LiberoPensiero ha accumulato una certa “esperienza” nel campo della “informazione alternativa” sul web, soprattutto via social. Le somme che si possono tirare non sono delle migliori: la maggior parte delle pagine, prima o dopo, bannano chi le contesta. Ovviamente parliamo di contestazioni civili ed argomentate, per quanto scevre da certe frivolezze, senza preamboli e, come nello spirito di Scendimilcane, schiette, dirette e senza alcun buonismo.

Le pagine in generale

Le cosiddette (ed auto-proclamatesi) pagine di ‘informazione alternativa’ sono nate (a loro stesso dire) principalmente per contrastare la mala informazione di televisione e giornali; colpevoli di essere lottizzati politicamente e comunque in generale compromessi nella loro onestà intellettuale. Non contesto queste affermazione, quasi sempre vere. Ed ammiro la voglia di fare questo lavoro di controinformazione, ritengo sia importante, necessario ed anzi, in Italia indispensabile.

Succede però che, come la storia ci insegna in tanti tempi e tanti contesti, chi si erge a “difensore di…”, se ha la fortuna di prendere piede ed acquisire popolarità, finisce per diventare lui stesso “oppressore di…”. Infatti, ben presto queste pagine, la maggior parte, le più seguite e considerate, di conseguenza anche quelle col maggior potenziale di disinformazione, hanno finito per diventare dei ‘TG 2.0’: ignorando la quasi totalità dei commenti, rifiutando qualsiasi critica, censurando i commenti scomodi e bannando gli utenti impiccioni. Gli amministratori di queste pagine non hanno capito di essere nel web, utilizzano le pagine come dei canali televisivi. Quindi, nessuna interazione con gli utenti, che devono essere spettatori; o così o ti banno. Elogiano il web in quanto loro casa (e fonte del loro “successo”), salvo poi evitare accuratamente di esaltarlo nella sua massima funzione: lo scambio. Invece, queste pagine pseudo-giornalistiche, sono ricadute nello stesso errore dei loro “cugini più grandi”, con l’aggravante di essere ospitate dall’enorme comunità del web e averne abusato di questa ospitalità, in quanto respingono l’interazione paritaria che è la spina dorsale e il motivo di utilità sociale della rete. Loro si vogliono ergere al di sopra, dall’alto far cadere le loro verità e prendere tanti ‘mi piace’, zittire invece qualsiasi critica e seguire pedantemente e meccanicamente il loro Guru (spesso = Grillo).

Perchè rappresaglia

Più volte ci si è sentiti dire: “ma se non ti piace questa pagina, cosa ci stai a fare?”. Ovviamente l’osservazione è sbagliatissima, per almeno due motivi:

  1. non si tratta di un forum, ove c’è un argomento principale e se non si è interessati non ha senso seguirlo; si tratta invece di informazione, per cui tutti ne siamo interessati e soprattutto tutti siamo danneggiati da notizie mal gestite
  2. che senso ha aprire una pagina di pretesa “informazione” e poi scacciare le critiche? Apriti un blog PERSONALE e lì puoi scrivere quello che vuoi. Se pretendi di fare il “giornalista”, te ne prendi anche le responsabilità; se dici cose false o errate, vieni corretto. Se perseveri, vieni per forza accostato ai giornalisti che dici di “combattere”, dato che stai facendo uguale.

E’ una rappresaglia perchè un “normale” utente è letteralmente bombardato da tutte questi post con notizie false, falsate, tendenziose; spesso involontariamente, ma a volte anche volontariamente deformanti. Ricevere ed assimilare informazioni errate è come subire un vero e proprio attacco. Ci si può poi stupire se la gente ragiona in modo deforme? Se le cose non si sanno o, peggio, si sanno a metà (e quella metà è pure alterata), diventa un pericolo per tutti, per la società che, formata dai singoli individui così lobotomizzati, non potrà certo migliorare.

Tutto questo vale anche per noi

Dovrebbe essere superfluo, ma è chiaro che tutto questo vale anche per noi. Per questo motivo non verrà MAI bannato nessun utente e censurato alcun commento, a meno che non saremmo costretti per stalking telematico.

Ma è necessaria anche una precisazione: qui NON si pretende di fare informazione, ma critica di ALCUNE notizie ed ALCUNI fatti. E’ pertanto per la natura stessa del blog che vi possano essere visioni parziali; nessuno (tra di noi) pretende di avere la verità ASSOLUTA. Ma quando conosciamo quella più probabile, e la vediamo oscurata o avvilita, allora respingiamo l’attacco al bene sociale dell’informazione. Come possiamo, forse non sempre giustamente, ma sicuramente sempre onestamente.

Qualche riferimento

Ed ora qualche nome, solo alcuni tra quelli che verranno coinvolti dalla nostra critica.

  • Il Fatto Quotidiano – la falsità e l’ipocrisia per eccellenza. Editi da ‘Chiarelettere’, ovvero tramite la ‘Casaleggio Associati’; di conseguenza, stipendiati dall’asse Grillo-Casaleggio. Si definiscono l’unico giornale libero XD
  • Il Simplicissimus – più seri della media, tuttavia, tra le righe (ma neanche troppo) adepti. Un’altra base d’attacco dell’asse Grillo-Casaleggio.
  • Informare X Resistere – sopportano di più, ma alla fine bannano anche loro. Hanno attraversato varie fasi, di cui solo la primissima effettivamente potevasi considerare “informazione”. Adesso sono adepti (=grillini), inflessibili, caparbi e mai dubbiosi: il Guru ci salverà.
  • Informazione Libera – per lo meno solitamente non bannano gli utenti. Tuttavia sono pervasi da un buonismo ipocrita costante, spesso fanno la funzione dei moralisti.
  • No Censura – il nome stesso è il massimo dell’ipocrisia. In pochi giorni bannano chiunque non si accordi al loro “pensiero”. Parlano tanto di signoraggio e sovranità monetaria, ma essenzialmente sono vicini all’area PDL-liberista e grandi sostenitori e giustificatori dell’evasione e delle furfanterie ai danni dei contribuenti e dei lavoratori
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[failink] :: Informazione

Link che raccontano di epic-fail informativi. Sono solo alcuni esempi, impossibile metterli tutti (ce ne sono decine quotidianamente).

Il Fatto Quotidiano

  1. Contro i lavoratori Alcoa: falsità su bombe carta, granate e lanciarazzi; praticamente i cattivi operai contro i buoni e pacifici celerini
  2. Contro i lavoratori ILVA: tra le righe (ma neanche troppo) viene fuori che anche qui la colpa è dei lavoratori (e che ovviamente devono pagare)
  3. Agli ordini del Guru: un titolo non piace al Guru-Grillo? Lo cambiano immediatamente, ci mancherebbe!
  4. Giornale di partito: si commenta da solo, il bello è che si sono auto-eletti come l’unico giornale libero; esattamente come gli adepti si sono auto-eletti gli unici italiani ad essere nel giusto (finchè vuole Grillo)
  5. Falsità di Travaglio su Grillo: tanto per cambiare, un po’ di leccaggio al Guru
  6. Replica alle falsità di Travaglio: tutte le cose (non) dette sui suoi amiconi (che lo stipendiano)
  7. Propaganda falsificante: si inventano un Pizzarotti che i parmensi non conoscono; puntualmente replicano “Pizzarotti li investe [i soldi di cui nell’articolo] per costruire un campo nomadi che NESSUNO A PARMA VUOLE, che non è stato approvato con referendum popolare, finanziato aumentando l’IMU al massimo possibile e ipertassando le attività del centro.

Informare X Resistere

  1. Contro i minatori Sulcis: per loro hanno tutte le colpe, compresa quella degli aiuti di Stato che vanno sprecati
  2. Ancora contro i minatori: spariscono i soldi, spariscono gli speculatori, ma ci devono pensare i minatori (e se non ci riescono, affari loro)
  3. Incoerenza sull’informazione: fanno il pistolotto sull’importanza dell’informazione non falsata; giusto, peccato che però si scaglino sempre ferocemente contro l’ordine dei giornalisti, l’informazione “di massa”, ecc… e poi sono i primi a dare notizie false o maliziosamente falsate
  4. Contro le mammografie: sono tutte una bufala; lasciamo pure che le donne si ammilino di tumore

Informazione Libera

  1. Favorevoli alla vivisezione
  2. Giustifica le ruberie dei politici: parla di “briciole”, ma non si accorge che le ruberie della finanza e quelle della politica sono strettamente e saldamente connesse; inoltre giustifica sempre e comunque dei furti ai danni dei cittadini
  3. Si lamenta delle aziende vendute alla Germania: peccato che siano i primi a voler far chiudere l’ILVA e, a detta loro, tutti i siti inquinante senza se e senza ma (bonifiche e ristrutturazione degli impianti non vengono minimamente prese in considerazione)
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Sono tutti uguali

Avrei voluto cominciare a scrivere dopo la pazzia pre-elettorale. Solo che poi a dire certe cose dopo si viene tacciati di ovvietà; preferisco allora venire deriso come sedicente “profeta”. Anche perchè i fatti dei mesi a venire, esattamente come tutti quelli degli ultimi 40 anni, mi daranno ragione.
Chiamatemi presuntuoso o come vi pare, non mi interessa. Mi interessa molto di più che consideriate le parole che seguono e, obbiettivamente, le riconsideriate tra qualche mese.

 

Il concetto

Il concetto è semplicissimo: SONO TUTTI UGUALI.

Mi riferisco ovviamente ai politici, i canditati, i programmi di partito, le campagne elettorali; gli uomini che ogni italiano, illuso di poter decidere da quando esiste il voto a suffragio universale, assurge a propri “guru”, salvatori della patria, profeti, eroi sul cavallo bianco che ci salveranno da quei cattivoni di prima.
E ovviamente, puntualmente, invariabilmente, ogni volta il nuovo arrivato si rivela essere uguale a quei “quelli di prima” che avrebbe dovuto detronizzare.

 

Il “corollario”

Il corollario è altrettanto semplice, ma chissà perchè sempre meno compreso, assimilato realmente dalla “gente”: a me non interessa di che colore è la maglietta di chi mi incula.

C’è qualcuno che ci tiene a certe cose, ma sono la minoranza; la maggioranza, a parole, concorda con questa opinione. Eppure poi va a votare.
Eppure, anche qui invariabilmente, incontestabilmente confermato dai fatti, l’accadimento è il medesimo: il “nuovo” si rivela vecchio, cosicchè se è cambiato il colore della maglietta (e anche qui c’è da discutere su quanto effettivamente ciò avvenga), di fatto si tratta sempre di un potente che incula i deboli.

 

La motivazione

La motivazione è poi quella che tutti (o quasi) negano. Questo perchè la propaganda borghese si è data un gran da fare a borghesizzare (appunto) l’altrimenti semplice ideale di libertà. Trasformandolo da ideale a ideologia, ha finito per appesantirsi di un mucchio di sotto-concetti che potrebbero voler dire tutto e niente, il cui unico scopo è il seguente: fornire l’illusione che il sistema sia libero, fornire i mezzi (ovviamente fittizi) per concretizzare l’apparenza di tale illusione, mettere in scena un teatrino – la cui massima espressione sono chiaramente le elezioni – per rendere mediaticamente tutto bello e democratico.

Ecco, l’ultima parola ci porta alla motivazione cui accennavo, quella negata dal senso comune perchè nega l’illusionismo del potere: democrazia, potere del popolo.
Eppure, a me risulta che in democrazia la maggioranza conta di più, la maggioranza decide. Ma, correggetemi se sbaglio, la maggioranza del popolo è fatta da lavoratori (soprattuto dipendenti, pubblici o privati); pensionati, casalinghe e studenti. Persone, in un modo o nell’altro, legate ad un reddito (soprattutto salariato).

Allora come mai a decidere sono altri? Avvocati, notai, grandi imprenditori, liberi professionisti d’alto livello (consiglieri, amministratori, consulenti aziendali). Ma come mai, pur essendo la maggioranza del popolo (ricordiamo: democrazia, quindi il popolo dovrebbe comandare), non ci sono panettieri, segretarie, commesse, operai, meccanici, idraulici ed elettricisti?
E non ci sono non solo in maggioranza, ma nemmeno in minoranza… non ci sono proprio!

Poi arrivano i pallisti dei “tecnici”: può un manovale tenere i conti di un ministero, il bilancio di una commissione, ecc… ?

Ma chi deride certe affermazioni ponendo domande retoriche (e comunque non del tutto retoriche, dato che non siamo più nel medioevo e io conosco tanti muratori mille volte più intelligenti di un Maroni o un Trota – e sono solo esempi) trascura il non trascurabile fatto che a gestire le questioni dal punto di vista meramente tecnico ci sono, appunto, i tecnici ministeriali. Stra-pagati da noi che lavoriamo (e paghiamo le tasse) per fare il lavoro di onorevoli e ministri; o meglio, quella parte di lavoro che a detta di taluni giustificherebbe il fatto che “devono esser di una certa estrazione sociale“. Concetto che, oltre ad essere smentito nei fatti come detto, è anche riprovevole dal punto di vista etico in generale.

 

I “sono tutti uguali” non sono tutti uguali

Scusate, non ho resistito al gioco di parole. Ma che vorrebbe dire questa cosa?
Semplice: l’accusa immediata a chi sostiene quanto detto finora è il qualunquismo, la superficialità, il menefreghismo, e via luogocomunando…
Il fatto è che, appunto, ci sono generalmente due “tipi” di persone che fanno tale affermazione:

  • i “sono tutti uguali” perchè tanto siamo tutti cattivi dentro, perchè non mi interessa ed ognuno pensa al suo, perchè tanto è lo stesso;
  • i “sono tutti uguali” perchè analizzando i fatti, le conseguenze, le motivazioni e la situazione socio-culturale del paese, la conclusione è quella

Avrei la pretesa di appartenere alla seconda categoria, se non altro perchè qualcosa sulle motivazioni ho scritto. Comunque, in generale, fa un certo effetto vedere che alla prima categoria appartengono quelli che non si informano nè se ne sono mai interessati in alcun modo (e per questi allora forse l’appellativo di “qualunquista” è giustificato), mentre alla seconda, viceversa, appartengono quelli che se ne interessano a fondo (= andando oltre alle apparenze), che è esattamente l’opposto del qualunquismo comunemente inteso.

 

La motivazione diventa conseguenza

Questa arbitraria (quanto oggettivamente, secondo gli stessi principi democratici, ingiusta) bilancia del potere è dicevamo causa prima del fatto che il voto è un’illusione, del fatto che non è una crocetta che cambia le cose.
Ma poi diventa anche conseguenza di questo meccanismo, in quanto ad ogni elezione i candidati sono sempre “gli stessi”: avvocati, imprenditori, giudici (novità all’ultima moda), ecc…
Cosicchè il sistema si rinnova senza che, di fatto, cambi nulla.
Si torna ancora una volta a quanto detto: magari cambia la maglietta, la faccia, il nome di chi ci sfrutta; ma non cambia il fatto fondamentale, ovvero che ci sfrutta.

E questa conseguenza diventa a sua volta causa e motivazione di un’altra affermazione, quella che attirerà le ire di tutta la rete – dato che il web è ormai totalmente inginocchiato alla Casaleggio & soci.
Di tutto ciò Grillo e il Movimento 5 stelle ne sono pienamente partecipanti.
La dimostrazione la forniscono loro stessi: non c’è tra i loro candidati un solo lavoratore dipendente. Loro dicono: <<Votate per voi!>>. Però poi presentano, esattamente come tutti gli altri, imprenditori, figli di imprenditori – perchè l’unica novità effettiva del M5S è l’età dei candidati, molto giovani a volte – liberi professionisti, ex-assessori/sindaci/militanti di altri partiti (prima di sbraitare allo spergiuro, cercate un po’ in rete – se Casaleggio non ha già fatto sparire tutto – sugli ex-leghisti ed ex-pidiellini che si ripresentanto con Grillo), ecc…
Insomma, anche nel loro caso, quelli che dovremmo essere noi, ebbene: neanche un cazzo di operaio.

 

Perchè

Non ci sarebbe bisogno di dire il perchè: perchè un grande avvocato non potrebbe fare l’interesse di una cassiera? (per esempio).
E’ ovvio e banale, ma chiaramente la propaganda di sistema ha ben mascherato una motivazione così ovvia e semplice; dietro all’ideologia, come si diceva, del fatto che “le persone onoeste” ecc… inutile che prosegua con la vomitevole mellifluità del bigottismo politically-correct.

Il fatto, ancora una volta concreto ed incontestabile, è che una persona con una parcella, che non ha reddito fisso nè tasse in busta-paga (e quindi poche o nessuna forma di controllo reale) e i cui guadagni inoltre si attestano mediamente sulla doppia cifra mensile, a differenza di quella della maggior parte dei lavoratori dipendenti o piccolissimi imprenditori, che la doppia cifra la raggiungono a stento in tutto l’anno, ebbene non ha concretamente gli stessi interessi; nè le stesse abitudini, nè le stesse preoccupazioni.
Se poi a questo aggiungiamo che queste persone non “escono dal nulla”, ma arrivano sempre e comunque – grazie all’altro grande problema della politica, ovvero la sua commistione (spesso di stampo malavitoso) con la finanza e ciò che ne è “braccio armato”, ovvero la grande impresa ed infine ciò che ne è coagulazione, ovvero il sistema bancario – arrivano dicevo da questi ambienti di consigli d’amministrazione, imprenditoria a grandi livelli, ecc… ebbene, si parla di persone con agganci, interessi (ed interessamenti), preoccupazioni che sono ben diverse dall’alzarsi al mattino alle cinque, pagare la bolletta del gas, arrivare a fine mese, riuscire a pagare l’università ai figli e cose di questo tipo.

Queste banalità che sono la nostra vita.

 

Ma allora non c’è niente da fare?

No.
Mi spiace se è deludente, ormai tutti ci hano abituato ad avere la soluzione in mano, a portata di crocetta, di click. Vi invito però a pensare quante di queste soluzioni miracolose si sono poi rivelate effettivamente risolutive. Anche togliendo il “miracolose”, anche togliendo il “risolutive” – considerando che in un Paese arretrato, burocratizzato e invischiato in ogni dove con atteggiamenti e comportamenti (quando non proprio organizzazioni) di tipo mafioso, ogni cambiamento dev’essere ampio, graduale e lento – non sono mai state neanche vere e proprie soluzioni.
Ma invece: palliativi, fumo negli occhi, giochi d’illusionismo per prendere la fatidica crocetta.

Scrolliamoci di dosso, una volta per tutte, questo illusionismo ormai davvero stantìo: non c’è soluzione all’interno del sistema.
Come può Grillo pretendere di cambiare il sistema dall’interno? Il sistema è ben corazzato al suo interno, tant’è che all’inizio lui parlava contro i partiti e l’intero sistema; naturalmente, questo prima di vedere di buon occhio le poltroncine.
E per favore, non tirate fuori la solita cosa del “ma lui non si candida”, perchè se pensate che davvero sia solo un portavoce siete illusi; anzi, bando alla diplomazia, siete proprio idioti, dato che seguite fanaticamente un movimento di cui non conoscete neanche la storia recente se fate un’affermazione del genere; Grillo stesso si è smentito per auto-celebrarsi (a nomina di Casaleggio, ovviamente) come capo del movimento – epurando chiunque gli si parasse sulla strada, tra l’altro.
Questo viene a suo ulteriore svantaggio, perchè non ha nemmeno il coraggio di metterci la faccia, riparandosi sempre dietro al comodo <<io non mi candido>>; almeno il Berlusca ce l’ha messa, la faccia… pure contro una statuetta!
A me comunque fanno schifo entrambi.

Ah, poi all’affermazione che, sia ben chiaro e limpido, CON QUESTO SISTEMA – quindi non in senso generale e nichilistico, come i buoni illusionisti borghesi amano caricaturizzare – non c’è modo di correggere il sistema stesso, solitamente si oppone la voce grillica più sentita e strasentita: <<Allora vota sempre i soliti che bla bla bla… ci vediamo in Parlamento.>.
No.
Non voto sempre i soliti perchè sei tu che li hai votati, non io. E adesso, deluso dalle tue stesse auto-aspettative, ti scagli incoerentemente contro il sistema che tu stesso hai finora alimentato. E come lo fai? Continuando ad alimentarlo! Facendoti fare il lavaggio dal cervello da una (apparentemente) “particella impazzita” del sistema, che invece ovviamente è il sistema stesso che ha creato per rafforzarsi in un momento di crisi.

Non a caso, se non ci fosse stato Grillo, l’astensionismo in tutta Italia a queste elezioni sarebbe stato altissimo; forse anche superiore al 50%.
Ma invece no. Caso strano, esce fuori questo salvatore su cavallo bianco, che come per magia fa su tutte le persone deluse (ma non disilluse, quindi ancora pronte a caderci con tutte le scarpe): tutti i delusi di Lega, PDL, PD e partitelli, tutti gli indecisi e molti astensionisti.
E guarda un po’ che strano, ancora una volta il sistema è salvo.
Bravi.

E comunque, ancora una volta, anche fosse che voti “sempre i soliti”: è tutto uguale.
Ripeto: basta con l’illusione che cambi qualcosa col voto.
E’ con la presa di coscienza che si cambiano le cose. Il primo cambiamento deve essere nelle nostre teste. Altro che crocette…

 

Ce n’è per tutti

Sia chiaro, non è che Grillo sia particolarmente deprecabile. E’ solo che mi sembra più necessario che per gli altri puntualizzare le cose. Gli altri partiti, i cosiddetti “tradizionali”, bè, ne hanno già combinate talemente tante, che sia destra o sinistra (che ovviamente sono etichette fittizie, in realtà non esistono perchè SONO TUTTI UGUALI), che mi pare superfluo stare qui ad elencare le dimostrazioni per essi.

Per togliere ogni dubbio, lo scrivo più chiaramente: non parlo contro Grillo perchè sono a favore di Berlusconi, non parlo contro Bersani perchè sono a favore di Renzi, non parlo contro Vendola perchè a favore di Ingroia.
Dico quello che vale per tutti – dato che, indovinate un po’, SONO TUTTI UGUALI: voi non mi rappresentate.
E finiamola con le ideologie: non è questione di idee, concetti, etica; è questione invece di stipendio, esigenze quotidiane, interessi lavorativi e familiari.
Voi avete aziende, intrallazzi, leggi per coprirvi il culo, guadagni milionari da far “sparire”; zii, cugini, parenti di ogni tipo da sistemare in posti da due cifre di stipendio al mese (pagati da me) e pensioni milionarie.

Io, noi, i lavoratori, abbiamo l’esigenza di uno stipendio equo e sicuro, che TUTTI paghino le tasse, che queste siano proporzionate ESPONENZIALMENTE al reddito e che si riversino in casse controllate e gestite per i SERVIZI (scuole, ospedali, pensioni in primis); non per giochi di potere, appalti finti o per far guadagnare questa o quella banca della quale, casualmente, voi fate parte.

Se votare servisse davvero a cambiare le cose, sarebbe illegale

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